TRANSfemmINonda 3.30 – Milonga Queer, incontro con Susy Shock

Alla soperta di Susy Shock attraverso le sue performance, le parole delle sue canzoni, il suo artivismo, la sua passione politica che vibra nelle sue musiche e nel suo corpo

Ad accompagnarvi in questa puntata Mari e Romina della redazione di TRANSfemmInonda e QUEERzionario e Dale Zaccaria

Mari è la persona che coordina, favorendo l’autoproduzione, il lavoro del gruppo di redazione di TRANSfemmINonda e QUEERzionario due programmi che vanno in onda ogni sabato ormai da tre anni su radiosonar.net

Con Mari oggi in studio Romina Tassinari, artista visuale argentina, che come me fa parte dell’assemblea transterritoriale Corpi e Terra. Fa ponte costantemente con esperienze di lotta oltre il charco, quell’oceano che non ci divide ma sempre più ci unisce nelle lotte. Diciamo sempre che ci sdraiamo comodamente in un’area di pensiero e pratiche identificabile come ecotransfemminismo orientato alla giustizia multispecie. 

Con noi anche Dale Zaccaria, poeta, performer, artista visuale e giornalista indipendente che ha prestato la sua voce a Susy durante questa puntata.

Grazie a Susy Shock per averci offerto questa intervista cosi ispiratora e così vicina al nostro sentire. Immaginiamo possibile l’intreccio di fili di artivismo per costruire una forte rete di lotta.

Susy Shock è un’artista poliedrica, poeta, scrittora, musica, perfomer ma resta e vuole restare un’artista di strada nel senso che ha scelto la strada come luogo in cu l’arte deve e può esprimersi con la potenza della sua ribellione.

Di lei scrive nella sua poesia manifesto IO MOSTRO MIO

” io carta di identità 20.598.061

io vecchia alunna di questa scuola di tormenti

Amazzonə dei miei desideri 

Io, cagna nel cielo del mio sogno rosso 

Io rivendico il mio diritto ad essere mostro 

nè uomo nè donna

nè XXY nè H2O

io mostro del mio desiderio 

carne di ogni mia pennellata

pittora del mio cammino

non voglio nessun titolo da portare 

non più pesi, nè caselle dove incastrarmi 

nè il nome giusto che mi riserva la scienza 

Io farfalla lontana dalla modernità 

dalla post modernità 

dalla normalità …

…  io semplicemente canto la musica che mi abita e che mi costituisce, il folk è la mia musica. Io non devo chiedere permesso perché abito il folklore, perché ha che vedere con la mia propria storia. In ogni caso quello che ho fatto è parte del cammino di una generazione che si è trovata a mettere in dubbio i discorsi tradizionale di quei generi musicali perchè non ci si ritrovavano, perché non ci ritrovavamo lí, perché non c’eravamo nelle storie nelle parole che ballavamo con tanto fervore. Non c’eravamo nelle nostre musiche, nelle nostre chacareras, nelle nostre Zambas che raccontavano storie di quel mondo eteroCISsessuale e niente più. Non venivamo fuori. Allora quello che abbiamo fatto è stato cambiare i testi in modo che raccontino  le nostre storie, come vediamo il mondo, come amiamo e disamiamo, come ci attraversa la rabbia per la distruzione della terra, come celebriamo l’abbraccio, insomma le nostre logiche diverse nell’amare. Tutto qua.

Io appartengo a quella generazione che in ogni caso mette in discussione i contenuti che quella musica si porta dietro , peró quella musica é bellissima e ce ne siamo riappropriatu”

TiRANSfemmINonda del 07/05/2022 – Milonga QUEER, incontro con Susy Shock

Brani musicali di di Susy Shock della La Bandada de Colibríes:

Milonga queer

Ramita Seca

Canción de la cuna

Tango puto

Traviarca

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