La crisi umanitaria al confine con la Bielorussia

404 News Not Found – Intervista Rosita Rijtano (lavialibera)

 

“….le “nuove armi di Lukashenko”: uomini, donne e bambini che per settimane si sono nascosti nella foresta, al freddo e senza cibo né acqua, nel tentativo di raggiungerla. In ottomila, dati Frontex, ci sono riusciti. Qualcuno ci sta ancora provando. In molti no. L’ultima vittima conosciuta risale al 6 gennaio scorso: si chiamava Avin, aveva 38 anni ed era mamma di cinque bambini. Ne aspettava un altro che ha perso in ospedale subito dopo essere stata soccorsa. Poi anche lei non ce l’ha fatta. Oggi la conta dei morti supera le 20 persone, ma secondo le associazioni umanitarie si tratta di una stima al ribasso, in attesa che la primavera restituisca molti corpi.” (da “lavialibera”  nr.12)

 

Parole crude con cui Rosita Rijtano, redattrice de “lavialibera“,  racconta il dramma che si sta consumando al confine tra Polonia e Bielorussia, una crisi umanitaria studiata e preparata a tavolino, per alzare la posta in gioco da parte di Lukashenko a discapito di “povera gente”.

Per approfondire la crisi umanitaria al confine con la Bielorussia leggi gli articoli di Rosita Rijtano su “lavialibera“:

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